18 agosto 2010
E’ morto Francesco Cossiga, primo presidente della Repubblica di cui io ricordi l’elezione e personaggio che, prima che cominciassi a capire qualcosa di politica, affascinava il bambino che ero per il suo essere piuttosto rumoroso e certo assolutamente fuori dagli schemi della politica. Poi ho capito che, al di là degli aspetti folkloristici (l’aria da picconatore, l’accento ancora sardissimo dopo una vita a Roma, il piglio provocante…), c’era una realtà che non mi mancherà per nulla, e che mi sembra doveroso ricordare, citando l’illustre scomparso, in una famosa uscita di qualche anno fa:
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno: infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all’ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano [30/10/2008]
Dopo di che, come ha ben scritto Giglioli qualche giorno fa, mi dispiace solo che si sia portato nella tomba decenni di segreti di stato, sui servizi segreti deviati, sulle stragi fasciste e via dicendo.
Come sempre, come su tutto, c’è la possibilità di un risvolto umoristico (piuttosto agrodolce) della questione; come altre volte, un grazie a Spinoza per il post, geniale già nel titolo: Celere alla celere.
13 agosto 2010
Mi piace, questa definizione di umanità: perché sottolinea la differenza che c’è, o ci dovrebbe essere, o comunque la differenza che dovremmo essere in grado di realizzare, tra come funziona una società animale e come funziona una società umana, nel più ampio senso che si può dare al termine umanità.
12 agosto 2010
“I giornali e le televisioni del presidente del consiglio gettano fango sul Presidente della Camera e sul suo gruppo parlamentare“, lamentano in questi giorni i seguaci di Fini (sempre più Compagno Manganello). Bella scoperta: a parte che probabilmente non avrei utilizzato il termine “fango”, come non essere d’accordo?
Piccolo riassunto: Fini scopre che Berlusconi è illiberale, che governa pensando ai propri affari (problemi con la giustizia, tornaconto economici) ed a quelli dei propri sodali più che all’interesse del Paese. Lo dice, e viene cacciato dal PdL (a riprova della gestione strettamente democratica del partito in questione: fuori chi non osanna il Capo). Con lui se ne stacca una trentina (abbondante, ed in crescita) di parlamentari. I giornali e le televisioni di famiglia (”La voce del padrone”) si dedicano come sempre a spalare “fango” sui nemici politici (e quale peggior nemico di un ex amico?). Stupore tra i finiani: e chi se l’aspettava, in effetti?
Il tutto, per la serie “Cose di cui Gianfranco Fini s’è accorto all’improvviso“. D’altra parte: sedici anni per accorgersi che Berlusconi è anti-democratico, che esistono numerosi questioni oscure sulla nascita delle sue fortune e sulla trasparenza delle sue società, che esiste un conflitto d’interesse tra la proprietà di mezzi di comunicazioni e l’atività politica… che saranno mai, per uno che ha impiegato cinquant’anni per riconoscere (cito a memoria) che “il fascismo era il male assoluto“?
A onor del vero, a Fini devo riconoscere una cosa. Sinceramente. Mi ha stupito: tutto avrei pensato, tanto che avrebbe tenuto duro e si sarebbe arrivati a questo punto. Mi smentirà forse oggi stesso, o tra pochi giorni, ma per ora non pare aver intenzione di esibirsi nella specialità della casa, la calata di brache. Non sempre la storia si ripete: perlomeno, non sempre si ripete troppe volte. Certo vedere Fini con i pantaloni ancora alzati e Berlusconi schiumante di rabbia è una novità assoluta, nella vita politica del nostro Paese… del resto, l’amore trionfa sempre sull’invidia e sull’odio… no?
2 agosto 2010
15 luglio 2010
Ho avuto un’interessante conversazione, l’altra sera, con i miei suoceri. Interessante per l’argomento: l’interventismo di “Santa” Romana Chiesa nella vita politica italiana, ed i vantaggi che ne ottiene. Ed interessante perché i miei interlocutori non sono certo sospettabili, a differenza del sottoscritto, di essere orgogliosamente atei, materialisti e mangiapreti, eppure nel corso della conversazione io non ho fatto altro che annuire. Tutta farina del loro sacco, dunque.
In breve: indignazione per il fatto che i tagli alla scuola siano sostanzialmente tagli alla scuola pubblica, mentre – per contro – crescono i fondi destinati alle scuole private. Fastidio, considerando che – da sempre, in Italia – la scuola privata (di qualunque stampo essa sia) è considerata sostanzialmente la scuola degli asini: per chi non ce la fa nella scuola pubblica – in pratica, un diplomificio. Ed una considerazione: non ci si può poi stupire che un importante cardinale vada a cena con Casini, Berlusconi, Draghi. In fondo, grande sarebbe il potenziale danno economico per la Chiesa, se l’attuale morente governo cadesse (non che mi aspetti granché di meglio da possibili governi diversi, basta leggere “La Questua” per essere piuttosto rassegnati al sistema di potere economico che costituisce la principale attività di “Santa” Madre Chiesa).
Discorsi che sento fare anche da mia moglie e dai miei genitori, anch’essi credenti, anch’essi – forse proprio perché credenti – profondamente infastiditi da una Chiesa sempre meno “comunità di credenti” e sempre più lobby politico-economica.
Personalmente, mi limito a citare, come tante altre volte, un verso di De Andrè: e al loro dio goloso non credere mai… e più goloso della Chiesa Cattolica è veramente difficile…
14 luglio 2010
Ho fatto l’esame di seconda elementare nel 1975.
Il socialismo era come l’universo:in espansione.
La maestra mi chiese di Massimiliano Robespierre.
Le risposi che i Giacobini avevano ragione e che,
Terrore o no la Rivoluzione Francese era stata una cosa giusta.
La maestra non ritenne di fare altre domande.
[da "Robespierre", Offlaga Disco Pax]
13 luglio 2010
In un Paese in cui le sentenze non vengono mai rispettate, se non a parole, tranne quando fanno comodo… in un Paese in cui il telegiornale della principale rete pubblica parla della sentenza Dell’Utri senza mai utilizzare il termine “condanna”… fa quasi piacere leggere un titolo come questo:

I nostri politici dovrebbero imparare…
10 luglio 2010
Alla macchinetta del caffè, in realtà, c’era praticamente solo sinistra: per la nota legge secondo cui i legami sociali si creano soprattutto tra persone che la pensano allo stesso modo, ma anche – forse – per via del fatto che persone che svolgono lo stesso lavoro hanno, probabilmente, una forma mentis abbastanza simile.
Così destra e sinistra erano, più che altro, nei discorsi: una specie di gioco, più precisamente, su che cosa sia “di sinistra” e che cosa “di destra”.
La “classificazione” non riguardava tuttavia valori, scelte, abitudini. Non direttamente, almeno. Troppo facile notare come il senso di avversione per chi sta al potere sia tipicamente “di sinistra” (Cattivo Maestro) o come l’evasione fiscale sia generalmente “di destra” (io).
In questo caso si è cominciato parlando di sport, per poi continuare con gli animali. Un “gioco”, appunto, “da macchinetta del caffè”: buono per passare il tempo, e per fare il punto su una serie di sentori e luoghi comuni, nella profonda e relativista convinzione che le persone, al solito, siano molto più sfaccettate, e molto migliori, di qualunque generalizzazione od etichetta.
E quindi.
Il rugby è di sinistra, tennis e golf sono di destra. Matteo precisa che il tennis sarà anche (purtroppo) di destra, ma che Nadal certo non lo è, Federer chissà. Beatrice, successivamente, sostiene appassionatamente che quest’ultimo è troppo perfetto per essere di destra. Di sinistra il ciclismo, lo sci di fondo ed in generale gli sport di fatica, di destra lo sci alpino. Gli sport di squadra idealmente sono di sinistra, anche se il confine che divide collaborazione e collegialità (sinistra) dal cameratismo (destra) è sempre piuttosto labile: di sinistra gli sport, non necessariamente (spesso anzi no) le persone che li praticano. Qualcuno chiede notizie della scherma, che non esito ad etichettare come decisamente fascista, per non parlare del tiro al piattello…
Si passa a parlare di animali, pare che il cane passi per essere di sinistra (con il mio parere contrario), anche se nessuno nega che un rottweiler od un dobermann siano piuttosto di destra (stanno ai cani come i SUV alle automobili: prepotenza ed aggressività). Chiedo notizie del gatto, Alberto mi risponde che il gatto è decisamente anarchico: rifiuta il potere ed il controllo (per contro il cane, che di un padrone ha quasi bisogno, continua a sembrarmi un ottimo candidato per essere etichettato come destrorso).
Si sarebbe potuto continuare, passando in rassegna i cibi (il caviale è di destra? Il pesto di sinistra? Ok ok, il pesto – cromaticamente – mi sembra un buon leghista, Genova tuttavia è decisamente troppo meridionale perché l’etichetta vada a buon fine
), le vacanze (mare e montagna, come siamo messi? Laghi di destra, decisamente), i passatempi (di sinistra l’orto sul balcone, di destra il giardiniere che ti sistema il giardino)… qualcuno però ha suggerito che la barca a motore sia di destra e quella a vela di sinistra, ed il pensiero di D’Alema classificato come sinistra ha consigliato di concludere la pausa caffè., non senza una qualche sensazione di sgomento…