Da domani e per una decina di giorni sarò a Vezza d’Oglio, nel “cuore” dell’alta Valcamonica… con la mia stupenda Cristina !
Speriamo nel bel tempo…
Da domani e per una decina di giorni sarò a Vezza d’Oglio, nel “cuore” dell’alta Valcamonica… con la mia stupenda Cristina !
Speriamo nel bel tempo…
Domenica mattina ho percorso il bell’itinerario che porta sul Colle san Zeno dal versante valtrumpino.
La giornata era bella e calda, anche se il bosco lungo la salita era umido ed in discesa mi sono pentito di non aver portato con me le maniche…
In cima al passo ho incontrato Federico, salito dal versante camuno, e con lui sono ridisceso verso la Valtrompia e sono ritornato a Brescia… ritorno rallentato da un “cambio gomme” alla bicicletta di Fede dopo la sosta alla fontana di Pezzaze…
E quella a me: "Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice ne la miseria; e cio' sa 'l tuo dottore. Ma s'a conoscer la prima radice del nostro amor tu hai cotanto affetto, diro' come colui che piange e dice. Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse; soli eravamo e sanza alcun sospetto. Per piu' fiate li occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso esser basciato da cotanto amante, questi, che mai da me non fia diviso, la bocca mi bascio' tutto tremante. Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse: quel giorno piu' non vi leggemmo avante".
Il senatore di Alleanza Nazionale Gustavo Selva si è dimesso dopo aver confessato l’utilizzo di un vergognoso trucco per non giungere in ritardo ad una trasmissione televisiva: fingere un malore e farsi trasportare in ambulanza. Atto dovuto, direi. Le dimissioni, ovviamente
.
Ieri sera il comico Maurizio Crozza scherzava a Ballarò sulla vicenda, e forse cercare di volgere l’episodio in sorriso e derisione del protagonista è un bel modo per non farsi prendere dalla voglia di menare le mani (almeno metaforicamente).
Dice Crozza: quando ha scritto la lettera di dimissioni Selva s’è anche sentito male, ma nessuno gli ha creduto ed ha dovuto andare al Pronto Soccorso a piedi. E verrà ricordato per questo, dopo settant’anni di vita politica se ne va col botto. Sulla sua lapide ci sarà scritto “Ve l’avevo detto che questa volta era vero”.
Per inciso, Crozza ha iniziato il suo monologo vestito da pompiere, e dicendo di essersi fatto accompagnare agli studi RAI dai vigili del fuoco ai quali aveva segnalato un incendio presso gli studi stessi…
Se questi sono i nostri politici, davvero è meglio ridere per non piangere…
Il Parlamento italiano vuole approvare l’ennesima legge contro la libertà di informazione, allo scopo di impedire la pubblicazione degli atti processuali non più coperti da segreto.
Questo tentativo segue la pubblicazione di parti di intercettazioni telefoniche a politici noti, dell’una e dell’altra parte politica. Evidente dunque l’intento di mettere a tacere questione scomode…
Personalmente ho firmato questa petizione per cercare di fermare l’approvazione di tale legge: chi fosse interessato, è invitato a fare altrettanto.
“Nella radio abbiamo lo strumento appropriato per unire i popoli del mondo […..] Dobbiamo solo seguirne il corso in uno spirito di tolleranza e di comprensione solidale, pronti ad utilizzare le conquiste della scienza e dell’ingegno umano per il bene comune. Sono fermamente convinto della possibilità di raggiungere questo ideale.”
[Guglielmo Marconi]
Mi è capitata in mano una simpatica striscia di vignette di Staino, che fa sorridere su un tema di attualità: quello della posizione della Chiesa Cattolica sulle coppie di fatto… In questo caso il sorriso è legato all’analisi di coppie di fatto piuttosto famose…
Ieri sera, approfittando del fatto che dopo il temporale pomeridiano era tornato il sole, sono uscito un po’ prima dal lavoro con l’intenzione di pedalare un po’ a lungo… poco dopo le 17 sono uscito di casa in bicicletta, sotto un cielo non completamente limpido ma abbastanza decente. Mi sono diretto verso est alla volta di Serle, ma giunto a Botticino Sera ho incontrato le prime gocce di pioggia. Tempo di fare inversione di marcia e l’acquazzone era iniziato: otto km per tornare a casa, ed ero bagnato fradicio.
Pedalare sotto la pioggia d’estate dà una bella sensazione di isolamento da tutto e da tutti… ma non è gradevole vederci poco (la pioggia negli occhi o sugli occhiali riduce notevolmente la visibilità) ed aver paura delle curve e delle frenate in prossimità di segnaletica orizzontale… proprio un bel giugno, fino ad ora ! E non possiamo nemmeno più dire “Piove, governo ladro !” … Silvio, ci manchi !