30 aprile 2008

Il Papa: Vergogna

Archiviato in: Cattivi pensieri, Laicità — amicofragile @ 16:43

Il Papa, nella recente trasferta statunitense, ha chiesto scusa per i (numerosi, soprattutto negli USA) casi di pedofilia nel clero, dicendo di vergognarsi profondamente.

Ben vengano le richieste di scuse, anche se la Chiesa Cattolica, dal papato precedente a quello attuale, ha abituato il mondo a clamorose richieste di scusa per le cose più turpi (le decine di milioni di morti in Sud America, il silenzio per l’Olocausto), scuse che fanno venir voglia di dir “Sì ok, e pensarci prima ?”. Quando ero piccolo i miei mi dicevano che spesso quando ci si scusa è troppo tardi… tuttavia credo sia apprezzabile, in ogni caso, chi chiede scusa.

Ancor più apprezzabile sarebbe se collaborasse con la legislazione dei Paesi nei quali i casi di pedofilia si sono verificati, invece di avanzare richiesta di immunità in quanto Capo di Stato, immunità per altro concessa dagli Stati Uniti. Ma in fondo… non si può avere tutto, no ? Tra qualche decina d’anni un altro Papa, magari uno che non indossi scarpe di Prada, chiederà scusa anche per questo…

Di bello c’è che non sono l’unico a pensarla così

Prove generali di Regime

Archiviato in: Attualità e politica — amicofragile @ 11:28

Il sindaco di Alghero proibisce di cantare “Bella ciao” alla manifestazione del 25 aprile.

Il sindaco di Milano non partecipa alla manifestazione del 25 aprile.

La nuova giunta comunale di Nave (BS) proibisce lo svolgimento della tradizionale festa del Primo maggio.

E poi qualcuno dice che esagero a parlare di regime…

Roma, città chiusa

Archiviato in: Attualità e politica — amicofragile @ 07:54

Dunque: il nuovo sindaco di Roma è Gianni Alemanno, del Partito Dei Ladri (anzi: di AN, come ha orgogliosamente rivendicato Gianfranco Calabraghino Fini, quello che “mai il mio partito si scioglierà in quello di Berlusconi”, tanto per dire…), eletto con i voti del pupillo dell’erede del duce (Calabraghino, pupillo di Almirante), con i voti della nipotina del duce e con i voti di chi del duce si sente un po’ l’erede (”La Destra” di Storace, nemmeno invitato ai festeggiamenti… che ingratitudine…): proprio una cosa della quale andare fieri, come Italiani. Mi è tornato in mente l’incipit de “Le ultime lettere di Jacopo Ortis”: Il sacrificio della nostra patria è consumato: tutto è perduto; e la vita non ci resterà che per piangere le nostre sciagure, e la nostra infamia.
E’ proprio questa la sensazione, di qualche cosa di infamante per tutto il Paese. I fascisti che tornano al potere, su scala locale come su scala nazionale: è proprio vero che non s’impara mai niente. Che vergogna…

24 aprile 2008

A volte ritornano…

Archiviato in: Attualità e politica, Cattivi pensieri — amicofragile @ 12:22

Evocata ieri, rieccola qui: la cordata italiana per Alitalia. Cioè. Non solo italiana. E con l’aiuto dello Stato.

Ama il capitalismo, il cavaliere d’Italia (il nano, non l’uccello). Ma solo quando gli fa comodo. E’ questa la cosa che trovo irritante… Io – lo sanno tutti – non vedo particolarmente di buon occhio il modello economico capitalista. Diciamo che proprio non mi piace. Trovo però che, se lo si sceglie, od anche solo si accetta di vivere in una società che bene o male lo ha scelto, si dovrebbe pretendere un coerente rispetto di tutte le implicazioni che la scelta comporta: niente aiuti di Stato alle società, niente monopoli od oligopoli… nemmeno quando questo conviene, politicamente od economicamente, al presidente del consiglio ed ai suoi amici (od agli amici degli amici). Così mi irritano, profondamente, questioni come quella del cosiddetto prestito ponte dello Stato perché la cordata italiana possa comperare Alitalia (pare di rivedere la storia delle Autostrade, costruite con i soldi dello Stato ed affidate a privati) o come l’ormai consolidato discorso sull’evitare l’allargamento dell’offerta televisiva al pubblico, che danneggerebbe il cavalier nano e dunque non s’ha da fare… discorsi sui quali l’UE vigila, richiama, critica… inascoltata, come sempre. Ed a pagare le multe inflitte allo Stato italiano siamo, come sempre, in ultima analisi, noi cittadini…

23 aprile 2008

sCordata

Archiviato in: Attualità e politica, Cattivi pensieri — amicofragile @ 08:38

Ricordate Berlusconi, e la cordata italiana per salvare Alitalia ? Come per incanto, dal giorno successivo a quello delle elezioni politiche non se n’è più sentito parlare. La cordata scordata. Amnesia post-elettorale ? Facile spararle grosse e poi dimenticarsene… a volte mi capita di pensare che il grande handicap della sinistra italiana rispetto a questa “destra” sia l’incapacità morale di spararle abbastanza grosse da far più rumore dell’avversario. Una sorta di questione morale, in fondo: incapacità di essere abbastanza bugiardi per vincere. Bugiardi sì, ma non abbastanza.

Ricordate Ronaldinho, quasi sicuro al Milan ? Ricordate anche qual era il giorno di cotanto annuncio ? Il giorno delle elezioni. Avete sentito Berlusconi e Galliani qualche giorno fa ? Ronaldinho al Milan ? Probabilmente no, costa troppo.

Spararle grosse, appunto. Fare rumore. Promettere, senza mantenere. Finché gli elettori di destra saranno contenti di essere presi per i fondelli in questo modo, il gioco continuerà.

17 aprile 2008

Conto alla rovescia…

Archiviato in: Pietro e Cristina — amicofragile @ 08:32

Un mese

16 aprile 2008

Nelle mani di Bossi

Archiviato in: Attualità e politica — amicofragile @ 13:43

Nelle mani di Bossi: nel bene e nel male.

Siamo (intendo: noi persone che viviamo, lavoriamo, costruiamo il nostro futuro in Italia) nelle mani di Bossi. Non è una sensazione particolarmente rassicurante.

Siamo nelle mani di Bossi in due sensi diversi: nel bene e (soprattutto) nel male.

Nel bene, perché la dipendenza da Bossi costituisce forse l’unica possibilità (oltre alla signora con la falce, naturalmente) che il quarto governo Berlusconi non duri cinque anni, che per cinque anni non possa fare definitivamente, del nostro Paese, tutto ciò che gli pare, come fosse (ma forse in parte è) Sua proprietà.

Nel male, perché la condotta del futuro governo Berlusconi sarà schiacciata sulle posizioni, spesso razziste e xenofobe, del suo alleato. Ovviamente, se si pensa che il grande risultato della Lega Nord alle politiche di due giorni fa è in fondo l’unico motivo per cui l’alleanza guidata dall’Ometto Televisivo (se si tralasciano conflitto d’interessi, controllo quasi totale dell’informazione… bazzecole…) ha vinto le elezioni. Ovviamente, se si pensa che i voti dei senatori leghisti saranno indispensabili (a differenza di quanto accadeva due legislature fa) al governo per avere la maggioranza. Ovviamente, se si pensa che nella coalizione che ci sgovernerà nei prossimi anni non ci sarà nemmeno più Casini a fare da contrappeso (contraltare ?), in qualche modo, alle demenziali spinte secessioniste della Lega. Ovviamente, se si pensa che, nell’alleanza guidata dal Cavalierino, Gianfranco Fini conta ormai come il due di coppe con la briscola a bastoni: e come potrebbe essere diversamente, dopo essersi rimangiato in due settimane, per il solo desiderio di una poltrona (una qualunque !!!), gli insulti, i proclami e le promesse degli ultimi sei mesi ? “Mai più con Berlusconi”, “Non avrà più il mio voto”, “Siamo stufi di votare secondo logiche di coalizione e non secondo coscienza !” (leggi: di far passare leggi ignobili che favoriscono migliaia di delinquenti per salvarne uno, quello famoso), “Non chineremo più la testa !”: sì certo, come no. Certe cose (poche) in politica si pagano, ed agli occhi degli elettori di Fini non dev’essere stato troppo piacevole assistere alla rapidissima calata di brache realizzata dal loro (si fa per dire) leader. Così come agli occhi degli alleati sarà sempre più difficile dare peso alle prese di posizioni di Fini, se mai ce ne saranno (e ne dubito).

Siamo nella mani di Bossi, nel bene e nel male. Ci sono sensazioni meno sgradevoli.

Quelli che votano a destra

Archiviato in: Attualità e politica, Cattivi pensieri — amicofragile @ 11:18

Pensavo – e dicevo, cosa che in genere non mi rendeva molto popolare presso gli elettori di destra – anni fa che non fosse possibile che persone intelligenti votassero a destra. Ovviamente la cosa è molto meno semplicistica e ben più articolata, ed in questi giorni di bilanci sono tornato a rifletterci un po’.

Prima di tutto, il mio discorso è relativo a chi vota la destra italiana, e qualunque destra le assomigli: una destra personalistica e populista, una destra almeno parzialmente razzista e xenofoba (nel senso letterale: che ha paura, un terrore folle delle diversità), una destra costruita da un ometto (sia in senso fisico sia -soprattutto – in senso morale) che tratta gli alleati come servi e persegue esclusivamente il proprio interesse personale (sia esso economico, giudiziario, industriale, sportivo, …), sempre a metà tra uomo politico (non certo statista) e ricco imprenditore. Non ci sono molte destre del genere, in Europa e nel mondo. Agli elettori di questo tipo di destra si riferisce il mio discorso. In secondo luogo, il mio discorso è ovviamente un discorso medio, al quale esistono (per quanto rare, nella mia esperienza) eccezioni. Dunque non vogliatemene se vi sembrerà offensivo: probabilmente, l’eccezione siete voi.

Non può essere, semplicemente, una questione di intelligenza. Principalmente perché intelligenze ne esistono tante, ed allora forse sarebbe più opportuno parlare di intelligenza logica: trarre conclusioni logiche da premesse note. Ma non è nemmeno solo questo, perché per trarre conclusioni è necessario conoscere le premesse, disporre di informazioni: è dunque anche questione di informazione o, piuttosto, di ignoranza. Mediamente l’elettore di destra s’informa di meno, è ignorante sia nel senso che gli mancano le informazioni sia nel senso che non ha voglia di cercarsele. La tipica risposta quando si consiglia all’elettore di destra di leggere qualche cosa consiste nel dire “ma quel giornalista è di sinistra“, senza aver mai letto nulla dell’autore cui ci si riferisce. Classico esempio: Marco Travaglio, giornalista senza dubbio non “di sinistra” ma persona onesta, che scrive riferendosi a sentenze, citazioni, leggi. Ma giornalista scomodo, dunque è di sinistra e basta, e leggerlo una perdita di tempo. Anche qui, non credo siamo alla fine del discorso. Intelligenza logica e (volontà di) informazione non bastano, serve l’onestà intellettuale di mettere insieme le cose e trarne le dovute conseguenze. Posso sapere che un candidato per il quale vorrei votare ha corrotto (più o meno direttamente) la guardia di finanza, o che la sua sbandierata abilità imprenditoriale è in realtà frutto di reati (magari non suoi) e rapporti poco chiari con la malavita organizzata, posso sapere che prima di entrare in politica era indebitato fino al collo e stava per dichiarare bancarotta, posso avere l’intelligenza logica di concludere che evidentemente non è bravo come dice di essere, ma posso non avere l’onestà intellettuale di comportarmi di conseguenza quando vado a votare.

Intelligenza logica, informazione, onestà intellettuale: basta che manchi una delle tre cose, ed ecco l’elettore medio di destra, in Italia. Non particolarmente intelligente, oppure non particolarmente informato, oppure non particolarmente incline a mettere le proprie conclusioni razionali davanti a ciò che dice il cuore (o, più spesso, il portafoglio: “Meno tasse per tutti !“). Esiste poi una minoranza (spero) di elettori di destra dotata di tutte e tre le caratteristiche sopra riportate, ma per i quali semplicemente il sistema di valori rispetto al quale regolare le proprie scelte è diverso da quello che formalmente tutti noi riconosciamo: onestà, rispetto per le leggi, rispetto per la società nella quale viviamo e dalle cui leggi la nostra quotidianità è regolata. In questo caso, capacità razionale, informazione ed onestà intellettuale non bastano, perché se non considero un problema che qualcuno approfitti di una posizione di potere per il proprio interesse personale, economico ma non solo economico, posso benissimo decidere di votarlo senza la sensazione che ci sia in questa scelta qualche cosa che non va: non mancano le premesse, né il ragionamento, né l’onestà di attuare le conclusioni… è la scala di riferimento ad essere diversa da quella media.

Ecco qua, le mie riflessioni di questi amari giorni… ripeto: senza offesa per nessuno, e come discorso medio.