31 gennaio 2009
Ecco, ed io che stavo quasi per cascarci.
Ho ammirato il suo ritorno dopo la malattia, non l’ho amato da cow boy vincente, non ho capito la sua decisione di tornare, ma in qualche modo la cosa mi incuriosiva.
Ora si rincorrono voci di possibili retroscena come questo: si tratti di fanta-sport o meno, dicono molto della personalità del ciclista in questione. In fondo, la sua rincorsa a Simeoni ad un Tour di qualche anno fa la ricordiamo tutti, ed è forse la scena più vigliacca cui abbiamo assistito in una gara…
Non tiferò per lui: su questo non avevo dubbi già prima. Ora so anche che tiferò contro.
29 gennaio 2009
28 gennaio 2009
Mesi fa – erano le ultime settimane “ciclistiche” della stagione 2008 – avevo pensato di intitolare un post “Trenta”, e di raccontare come avessi tenuti i 30 km/h di media su un giro “a saliscendi” che percorro spesso. Il post è un po’ superato dall’uscita di domenica, anche se il tipo di percorso è abbastanza diverso come diverso è il fatto di aver percorso quell’itinerario senza alcuna “scia” da sfruttare…
In ogni caso, qualche volta è emozionante – e di soddisfazione – anche provare ad essere un mezzo cronoman, più che il “solito” scalatore…
27 gennaio 2009
Domenica mattina ho ripreso la bici con l’intenzione, dopo due settimane, di tornare a sentire l’aria in faccia, anziché limitarmi a qualche timida pedalata sui rulli, in casa. Quasi quasi sarei uscito anche se il tempo fosse stato meno bello. In verità, quando sono partito il sole era parzialmente oscurato da nubi, ma pian piano il cielo s’è rischiarato ed al mio rientro, tre ore dopo, era luminoso e quasi completamente sereno: una meraviglia, insomma !
Approfittando anche del “passaggio” di un agonista che ho incontrato, e della cui “scia” decisamente rapida ho approfittato per una quindicina di km, sono riuscito nella – a dir poco rara, per uno della mia stazza (si fa per dire) – impresa di percorrere 91 km in due ore e cinquantanove minuti, meno una manciata di secondi. 30,6 km/h di media, diceva il contachilometri: quasi come se avessi volato, per tre ore, e non semplicemente pedalato. Tutta pianura, ovviamente, ma affrontata come si affronta una salita: il più in fretta possibile, per mettere la fatica, e la sofferenza, alle spalle…
26 gennaio 2009
“L’essenziale è saper ascoltare tutte le istanze del Paese, senza rinchiudersi in visioni ideologiche con l’arroganza di chi, avendo il potere, pensa di poter decidere della vita e della morte.”
Vediamo se qualcuno indovina…
25 gennaio 2009
Davvero, questa è fra le migliori che ho sentito di recente.
A metà dicembre (e già la scelta di una data a mese iniziato è a dir poco delirante, se si pensa che per qualcuno è stato necessario sottoscrivere due diversi abbonamenti…) Trenitalia fa entrare in vigore un nuovo orario ed una nuova classificazione dei treni (in poche parole, spariscono gli Intercity e gli Intercity Plus per lasciare spazio ai cosiddetti Eurostar City, in genere senza cambiare nemmeno le carrozze, ma semplicemente le tariffe). Da allora, quasi tutti i treni e quasi ogni giorno, per quanto riguarda la linea Milano – Venezia, viaggiano in ritardo (cioè: più in ritardo di prima, che già non era male…).
Le associazioni di pendolari protestano, in particolar modo (per quel che leggo io sui giornali locali) per quanto riguarda la tratta Brescia – Milano. L’assessore regionale alla mobilità, tra i più ferventi sostenitori delle modifiche introdotte da Trenitalia, sale sul carro (bestiame) dei pendolari e si schiera con le suddette associazioni.
Trenitalia risponde alle critiche chiarendo le proprie posizioni, che in parte sbugiardano l’amministrazione regionale.
Già sin qui ce ne sarebbe abbastanza per riflettere su quante manovre politiche ed economiche si costruiscono sulle spalle di chi, ogni giorno, è costretto a viaggiare per lavorare.
La perla – tuttavia – è a mio gusto una delle giustificazioni che Trenitalia porta – secondo il verbale di un incontro pubblicato da un’associazione pendolari – per spiegare gli inauditi ritardi: i tempi “rallentati” di salita e discesa dai treni degli utenti nelle stazioni. In pratica: colpa dei passeggeri, che non salgono e scendono abbastanza in fretta dalle carrozze… Non mi è chiaro se si tratti, semplicemente, di una presa in giro, o se davvero nello stilare i nuovi orari ci si sia scordati di tener conto del fatto che, nelle stazioni, la gente scende dai treni, e vi sale… qualunque sia la realtà, direi che una simile uscita si commenta da sé…
24 gennaio 2009
Undici anni fa ho conosciuto una ragazza. Un po’ meno di tre anni fa ci siamo messi insieme. Otto mesi fa ci siamo sposati…
… lo so, a volte è quasi come sparare sulla croce rossa.
Complimenti comunque. Accettare una persona antisemita che nega l’olocausto: non c’è che dire, un bel colpo, dal punto di vista del dialogo con le altre religioni. Probabilmente ha pensato: erano sei milioni, ma erano solo ebrei.